Solchi.
Sì, io te lo devo dire che ci sono cose di me che sono rotte, irrimediabilmente rotte, che non riuscirai mai ad aggiustare.
Lo so, sono lì, in bella vista, non puoi ignorarle, non vuoi ignorarle. Sono cicatrici che vedi anche al buio, che non puoi togliere neanche con la carta vetrata.
Devi conviverci tu, come ci convivo io. È questo che deve unirci, la sopportazione vicendevole dei nostri vuoti. Costa meno energie del tentativo di aggiustarci.
